L’eternità di 152 note: La staffetta al Castello di Vigevano

«Pour se jouer 840 fois de suite ce motif, il sera bon de se préparer au préalable, et dans le plus grand silence, par des immobilités sérieuses».

«Per suonare il tema 840 volte di seguito, sarebbe opportuno prepararsi in anticipo, e nel più profondo silenzio, con seriosa compostezza».

Così Erik Satie sulla sua partitura ricorda all’esecutore, l’eternità delle sue 152 note su cinque pentagrammi.
Composto nel 1893, eseguito per la prima volta nel 1963, pubblicato nel 1968, il componimento Vexations è riconosciuto il brano più lungo della storia.
L’esecuzione iniziata ieri al Castello di Vigevano ha coinvolto molti interpreti, pianisti di tutte le età, studenti e professionisti, rapiti dalla volontà di essere secondi, solo per questioni cronologiche, a nomi quali Peter Evans, John Cage, David Tudor e Silvio Feliciani. Sono in tutto 24 le esecuzioni dell’opera dell’artista francese, l’ultima nel 1989 al Castello Aragonese di Otranto.

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