“Vexations”: La rivoluzione di Erik Satie

Una maratona musicale di 22 ore al Castello di Vigevano.

Dal 17 al 22 maggio prossimo il Castello di Vigevano ospiterà un festival culturale che vuole celebrare l’anniversario della nascita di Erik Satie. L’iniziativa include mostre, convegni, attività didattiche e soprattutto una maratona musicale di 22 ore, in cui verrà eseguito il brano “Vexations”. Conosciuta come la composizione più lunga della storia, l’opera eseguita per la prima volta nel 1963, nasce dal genio di Satie, compositore francese che prevede la ripetizione di una frase musicale esattamente per 840 volte. La sua idea era portare all’estremo il concetto di dilatazione temporale dell’evento musicale. Abbiamo incontrato il direttore artistico dell’evento, Antonio Bologna che ci ha raccontato in anteprima la visione rivoluzionaria dell’iniziativa.

Come nasce il progetto “Vexations”?

Avevamo intenzione di coordinare una nuova maratona popolare come abbiamo fatto nel 2010 nell’anniversario di Chopin o nel 2012 con Bach+Beatles e l’occasione dell’anniversario di Satie è sembrata quella giusta per proporre un’esecuzione a staffetta di questa composizione. Le modalità organizzative, quindi, sono già collaudate ed in effetti abbiamo, già a marzo, una buona copertura per le 22 ore previste per l’esecuzione del brano.

Ritiene che il messaggio musicale di Satie possa essere veicolato universalmente o condivide l’opinione di chi ritiene la sua opera anticonformista, ma al limite dello snobismo?

L’opera musicale di Satie è una icona della modernità, come l’opera di Duchamp, Wahrol, Fontana e a mio parere anche Magritte. Sotto questo punto di vista il disorientamento, l’illogicità, l’afasia e tutto quanto pare negare la sostanza, tutto ciò fa esattamente parte della sua poetica.

Ad oggi quanti sono i partecipanti alla maratona musicale?

Abbiamo contatti attivi con circa 50 istituzioni tra conservatori, scuole di musica e altri soggetti culturali, e direttamente con un centinaio di persone tra musicisti professionisti e appassionati. Abbiamo predisposto un sistema di organizzazione e candidature via web (www.vexations.it) che ci consente di mantenere ordine in un evento che prevediamo muoverà alla fine migliaia di persone.

Si ritiene soddisfatto per la risposta delle Istituzioni musicali e degli stessi esecutori?

Il progetto ha ricevuto ovunque un giudizio entusiastico, superiore a quanto ci aspettavamo. Anche in questa occasione abbiamo potuto verificare che le istituzioni, se non sono mosse da persone più che motivate, hanno una capacità di risposta troppo lenta per poter essere di fatto affidabili. Tuttavia ci sono alcune eccezioni che ci hanno stupito.

In merito all’allestimento della mostra, potrebbe illustrarci come ha previsto che venga strutturata? Sono previste attività laboratoriali, anche rivolte ai più piccoli avventori?

La mostra è divisa in 3 sezioni: la parte narrativa, coordinata da Eugenia Laghezza e Maurizio Splendore, con la sonorizzazione a cura di Andrea Taroppi; la parte espositiva delle interpretazioni del concetto di “vexations” con i contributi di fotografi, pittori, ma anche food designers, artigiani e stilisti: la parte didattica con i contributi preparati direttamente dagli studenti delle scuole secondarie. Durante le giornate di mercoledì 18, giovedì 19 e venerdì 20 maggio, la mostra presenterà anche sessioni di visite guidate.

Il promotore dell’iniziativa è Diapason Consortium, consorzio di imprese che dal 2013 ha avviato una specifica attività di promozione territoriale. In questa edizione quali vogliono essere le prospettive dell’evento?

Nell’area sud della Lombardia, Diapason intende proporsi come soggetto coordinatore di attività quali la comunicazione, il coinvolgimento dei soggetti economici, il valore identitario e contestuale. Tuttavia queste componenti sono proprio quelle in grado di garantire la buona riuscita e la continuità di una iniziativa. Sotto questo punto di vista, Vexations ha per noi il valore di una esperienza-pilota per la città di Vigevano, a cui oggi si guarda come la “Versailles” di Milano.

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